Gli omega-3 sono una famiglia di acidi grassi polinsaturi, essenziali per il normale metabolismo. Fra questi, l’acido eicosapentaenoico (Epa), l’acido docosaesenoico (Dha) e l'acido alfa-linolenico (Ala) sono classificati come acidi grassi omega-3 a lunga catena. Questi acidi grassi essenziali, ossia non prodotti dall'organismo, sono presenti in alcuni alimenti o possono essere assunti come integratori alimentari, contenuti in capsule molli, le uniche che, chiuse ermeticamente, costituiscono una barriera verso l'azione ossidante dell'ossigeno atmosferico, al quale gli acidi grassi sono altamente sensibili.

 

Da decenni è noto come gli acidi grassi polinsaturi omega-3 possano avere un ruolo prezioso nella prevenzione cardiovascolare. E’ stato anche dimostrato come gli omega-3 a lunga catena giochino un ruolo importante nello sviluppo cerebrale, nella regolazione della pressione del sangue, delle funzioni renali, nella coagulazione del sangue e nelle reazioni infiammatorie e immunologiche.

 

Adeguate quantità sono importanti anche per la crescita e lo sviluppo del neonato: in particolare, il Dha è necessario per lo sviluppo delle strutture cerebrali e della capacità visiva. Non mancano inoltre evidenze che dimostrano come un’adeguata integrazione possa contrastare la perdita di massa muscolare nell’anziano o essere un fattore protettivo del cuore nei fumatori.

 

Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare), nell’elaborazione dei claim riguardo i benefici degli omega-3 introdotti nell’organismo, ha riconosciuto che 2-4 grammi al giorno contribuiscono al mantenimento della pressione sanguigna e dei livelli di trigliceridi e 250 milligrammi al giorno sono invece un intake adeguato per il mantenimento della generale salute cardiovascolare negli adulti e nei bambini.

 

Gli omega-3, che si rivelano sempre più dotati di benefiche proprietà, favoriscono anche il buon umore. Lo hanno dimostrato alcune sperimentazioni effettuate all'università di Pittsburgh (Usa) e presentate in occasione del meeting annuale dell'American Psychosomatic Society a Budapest (Ungheria). Già in precedenza alcuni esperti avevano riportato dati secondo i quali le persone con livelli più alti di acidi grassi polinsaturi n-3 risultavano più amabili e concilianti, e meno a rischio di depressione rispetto a chi li aveva più bassi.

 

Nel nuovo studio, Sarah Conklin ha intervistato 55 adulti sani per determinare il loro apporto medio di omega-3. Tramite risonanza magnetica ha valutato il volume della loro materia grigia in corrispondenza della corteccia cingolata anteriore bilaterale, dell'amigdala destra e dell'ippocampo destro. I risultati suggeriscono che gli acidi grassi promuovono l'aumento della massa di queste aree, che invece in persone depresse o con disturbi del comportamento risultano ridotte.