Cambi di abitudini, stress e consuetudini alimentari sbagliate spesso portano, come naturale conseguenza, ad un disturbo noto come intestino pigro.
Un problema molto diffuso che affligge indistintamente uomini e donne, adulti e bambini e che influisce sulla regolarità dei processi digestivi.
La ripercussione più ovvia dell’intestino pigro sull’organismo umano è il fenomeno della stipsi, detta anche costipazione ovvero la difficoltà di evacuare regolarmente le feci. Si parla però di stitichezza solo in caso di un’evacuazione interrotta per un arco di tempo di almeno tre giorni.
Per ovviare il problema può essere utile, laddove possibile, evitare cibi astringenti (limone, tè, banane, mirtilli, nespole, riso, mele) e assumere periodicamente fermenti lattici per ripristinare o riequilibrare la flora batterica intestinale.
Si consiglia di non assumere prodotti che agiscono sul transito intestinale se si è affetti da patologie infiammatorie che interessano il tratto gastrointestinale come: morbo di Crohn, perforazioni gastrointestinali e colite ulcerosa.

 

LE CAUSE CHE RALLENTANO IL TRANSITO INTESTINALI

- Consumazione frettolosa dei pasti                                                                                     

- Stress: ansia e nervosismo provocano spasmi allamuscolatura intestinale

- Alimentazione povera di fibre vegetali (frutta, verdura e, nella giusta misura, legumi e cerali integrali)

- Assunzione insufficiente di acqua

- Disbiosi intestinale (cioè squilibrio della flora batterica)

- Mancato ascolto dell’organismo quando ci invita ad evacuare

- Vita sedentaria