L'Arnica Montana è una pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Asteraceae: ghiandolosa, a fusto eretto e mediamente robusto, è alta dai 20 ai 60 centimetri. È riconoscibile dai grandi capolini di colore giallo aranciato, larghi dai 5 agli 8 centimetri, dai caratteristici petali "spettinati" e dal gradevole odore aromatico.

 

L'Arnica Montana è diffusa in Europa, nelle regioni subalpine, cresce in terreni poveri e silicei. In Italia, la si può incontrare solo nelle zone montane, tra i 500 e i 2500 metri sul livello del mare. Alle prime avvisaglie della cattiva stagione sembra scomparire dai prati e dai pascoli ma, in realtà, sotto la coltre di neve, oltre il mantello protettivo dell’erba bruciata dal freddo, le radici “riposano” e si nutrono preparandosi alla ripresa primaverile, che avviene a partire da maggio, quando in cima ai sottili steli appaiono le infiorescenze.

 

I fiori di Arnica Montana contengono preziosi polifenoli, flavonoidi, tannini ed olii essenziali. Gli effetti benefici globali della pianta sull'organismo sono la sintesi di complessi meccanismi in cui le diverse componenti agiscono in sinergia.

 

Per le sue riconosciute proprietà antiflogistiche, antidolorifiche ed antiecchimotiche, l’Arnica Montana ad uso topico è considerata uno dei rimedi naturali più efficaci per contrastare dolori muscoloscheletrici derivati da piccoli infortuni.

 

Formidabile è infatti il potere antinfiammatorio e analgesico che quest’erba officinale esercita nei confronti dei traumi, in particolare a carico dei tessuti molli superficiali, che frequentemente danno luogo ad ecchimosi. A contatto con la zona colpita, favorisce il riassorbimento dell’edema e riduce velocemente il dolore e il livido. Il suo impiego è quindi molto utile in caso di contusioni, distorsioni, piccole fratture, ma anche contratture, slogature, crampi muscolari. Per queste sue peculiari proprietà viene utilizzata e molto apprezzata dagli sportivi.

 

Meno nota, ma per certi versi ancora più interessante, è la capacità dell’Arnica di alleviare il dolore e contrastare i sintomi invalidanti di alcune forme di artrosi. Risale al 2007 uno studio pubblicato su Rheumatology International che ha dimostrato come in queste circostanze l’uso topico dell’Arnica riscuota gli stessi benefici dell’ibuprofene, antidolorifico di sintesi non sempre ben tollerato dall’organismo.

 

In questa ricerca, 204 soggetti affetti da artrosi alle mani in forma moderata o grave, vale a dire già evoluta in deformità visibili (nocche ingrossate e falangi deviate verso l’esterno), sono stati suddivisi in due gruppi e trattati rispettivamente con ibuprofene e Arnica. In entrambi i casi si è utilizzato un preparato in gel, raccomandando di massaggiare le parti interessate per tre volte al giorno e di non lavare le mani dopo l’applicazione per almeno un’ora. Il tutto per tre settimane.

 

I risultati non lasciano margine al dubbio: ambedue i gruppi evidenziavano, con valori numerici confrontabili, una sensibile diminuzione del dolore e un parziale recupero funzionale, misurabile nella capacità prensile della mano, nella possibilità di maneggiare oggetti e nella mobilità delle dita.

 

Infine, secondo l’Istituto di Patologia Chirurgica dell’Università di Catania, l'Arnica Montana esercita un'efficace azione protettiva sulle vene nei pazienti che devono essere sottoposti a nutrizione artificiale, infusione protratta e chemioterapia.

 

 

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